giovedì 17 aprile 2014

CONTRATTO LAVORI PRIVATI TRA COMMITTENTE E IMPRESE (PIU' SEMPLICE, SNELLO E AGGIORNATO DI QUELLO PROPOSTO DALLE VARIE CAMERE DI COMMERCIO)


LAVORI DI MANUTENZIONE ORDINARIA E STRAORDINARIA



Contratto d'appalto e capitolato speciale

per l’appalto dei lavori misura


Articolo I.               Designazione dei contraenti e assunzione dell'appalto

Tra il Sig. .............................................................residente in .........................................................che sarà d'ora in avanti qualificato come committente, proprietario di un immobile di cui dispone il libero uso, sito in .................................................................................................................................................
e il Sig.  .................................................................. residente in .............................................. nella sua qualifica di ............................................................... dell'impresa ..............................................................con sede in ........................................................... Via. .....................................................................Cod. Fisc. ............................................................ P. IVA. ....................................................................intestataria delle seguenti posizioni assicurative: presso l'INAIL - sede di .......................................................... n. ............................................................ presso l'INPS - sede di. .................................................. n. ........................................................ iscritta presso la Cassa Edile (posizione n. .....................................................) e d'ora in avanti designata quale appaltatore, si conviene che il primo affida al secondo che dichiara di assumerlo, l'appalto per l'esecuzione dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’immobile sito in …………………………………………………………………………… edificio ad uso abitazione, in conformità degli elaborati redatti dall’arch. …………………………………………………………… e disciplinato dai successivi articoli.

Articolo II.            Importo presunto dell'appalto

L'importo presunto complessivo dell'appalto è di € ............................................................. (diconsi euro ............................................................). Tale importo non vincola il risultato finale della liquidazione.

Articolo III.         Pagamenti in acconto e saldo

I pagamenti verranno eseguiti dal committente in favore dell’appaltatore a fronte di regolari fatture fiscali, previa autorizzazione del Direttore dei Lavori, secondo le seguenti modalità:
-          10% alla sottoscrizione del presente contratto;
-          20% al termine dei lavori relativi ai parapetti del torrino;
-          20% al termine dei lavori relativi al piano primo;
-          50% al termine dei lavori (30 gg. a partire dalla data di collaudo, secondo le modalità di seguito illustrate).

Articolo IV.          Direttore dei lavori

Il committente dichiara di aver affidato la direzione dei lavori all’arch. ……………………………………………….. iscritto nell'Albo degli Architetti di ……………………………………...

Articolo V.             Direttore del cantiere

L'appaltatore affida la direzione del cantiere al sig. ...................................................residente in ..............................................

Articolo VI.          Oggetto dell'appalto

L'appalto ha per oggetto i lavori di manutenzione ordinaria dell’immobile sito in ………………………………………………………………………………………………….……………………………….secondo gli elaborati prodotti dall’arch. ……………………………………………………………………………………..
L'appalto comprende le opere, le somministrazioni, le prestazioni edili e le forniture complementari occorrenti per dare compiuti i lavori in ogni parte, le prestazioni di mano d'opera, le somministrazioni di materiali e le opere murarie occorrenti per la posa secondo il computo metrico allegato. L'appaltatore si impegna a ricevere, provvedere allo scarico, accatastamento, immagazzinamento, custodia, cura, integrità, sollevamento e trasporto al luogo di impiego dei materiali e manufatti necessari (anche quelli eventualmente approvvigionati dal committente). Per tali prestazioni, comprese le pose ed assistenza alle pose in opera, l'appaltatore non potrà pretendere particolari compensi.

Articolo VII.       Documenti contrattuali

Sono allegati al contratto di appalto:
a)        l'elenco dei prezzi unitari (all. n 1)
b)       il computo metrico (all. n 2 );
c)        gli elaborati descrittivi di progetto e gli elaborati grafici di progetto (all. n 3);
d)       il programma cronologico di esecuzione concordato tra appaltatore e committente (all. n. 4 );
L’appaltatore, prima dell’inizio dei lavori dovrà confermare qualità e quantità dei lavori previsti negli allegati al contratto di appalto, approvare,  condividere e sottoscrivere le scelte tecniche effettuate.

Articolo VIII.    Difformità fra documenti contrattuali

Le indicazioni e prescrizioni riportate sui documenti contrattuali si integrano e completano vicendevolmente. Nel caso di divergenza fra due o più documenti, il contenuto di ciascun documento ha valore prevalente su quello dei successivi secondo l'ordine in cui i documenti sono elencati nel precedente articolo.

Articolo IX.          Forma dell'appalto

Il prezzo dell'appalto è determinato a misura. La somma prevista nel contratto può variare tanto in più quanto in meno secondo la quantità effettiva di opere eseguite. Le opere saranno compensate in base all'elenco dei prezzi unitari.

Articolo X.             Termine per l'esecuzione dei lavori

I lavori devono essere condotti in modo che le parti interessate siano ultimate in ogni loro parte per le opere di competenza dell'appaltatore, entro giorni ……………………………………………. (………………………..) solari e consecutivi dalla data di consegna dei lavori. Per ogni giorno di ritardo sul termine dei lavori di cui al precedente comma, questi è passibile di una penale di € 100,00 comprensiva del risarcimento di ogni ulteriore danno.

Articolo XI.          Cessione e subappalto

L'appaltatore non può cedere ad altri il contratto di appalto sotto pena della sua risoluzione e del risarcimento dei danni a favore del committente. Sono invece consentiti i subappalti di singole opere e prestazioni, previa autorizzazione del committente. L'appaltatore rimane comunque responsabile, nei confronti del committente, dell'opera e delle prestazioni subappaltate come dell'opera e prestazioni proprie.

Articolo XII.       Nomina del direttore dei lavori

In rapporto al mandato conferito al direttore dei lavori, il committente riconosce l'operato dello stesso, quale suo rappresentante, per tutto quanto attiene all'esecuzione dei lavori oggetto dell'appalto.

Articolo XIII.    Compiti del direttore dei lavori

Il direttore dei lavori ha il compito di controllare e verificare che l'esecuzione dell'opera avvenga secondo il progetto e i patti contrattuali e a regola d'arte. Il direttore dei lavori non può disporre variazioni sostanziali dell'opera, essendo queste di competenza del committente. Il direttore dei lavori esercita personalmente l'incarico conferitogli, salva la possibilità di delegare specifiche mansioni esecutive ai suoi collaboratori. Gli ordini e le istruzioni del direttore dei lavori possono essere comunicati per iscritto (anche per mezzo di e-mail certificata) o verbalmente. L'appaltatore ha facoltà di fare le proprie osservazioni e richieste. L'appaltatore ha inoltre il diritto/dovere di muovere obiezioni agli ordini del direttore dei lavori qualora li ritenga fondatamente contrastanti col buon esito tecnico e con l'economia della costruzione. Il direttore dei lavori è tenuto:
a)        a sollecitare l'accordo fra il committente e l'appaltatore in ordine ad eventuali variazioni del progetto necessarie;
b)       a verificare le cause e i tempi di slittamento dei programmi concordati dei lavori;
c)        a procedere al collaudo dei lavori.

Articolo XIV.     Il direttore del cantiere

L'appaltatore deve indicare la persona cui è affidata la direzione del cantiere. L'appaltatore rimane responsabile nei confronti del committente dell'operato del proprio rappresentante. Il direttore del cantiere deve essere reperibile per tutta la durata dei lavori. Al direttore del cantiere compete:
a)                   La cura dell'organizzazione del cantiere.
b)                  La cura della disciplina del cantiere e quindi anche l'allontanamento di coloro che si rendessero colpevoli di insubordinazione e disonestà vietando l'accesso in cantiere alle persone non addette ai lavori e non autorizzate dal direttore dei lavori.
c)                   L'osservanza delle disposizioni atte ad evitare infortuni sul lavoro e danni a terzi.

Articolo XV.        Obblighi ed oneri dell'appaltatore

Compete all'appaltatore:
a)        l'organizzazione del cantiere, l'impiego dei mezzi d'opera l'attuazione delle opere provvisionali, nonché l'adozione di quanto previsto e disposto dalle leggi e regolamenti vigenti e suggerito dalla pratica, al fine di evitare danni, sinistri ed infortuni alla maestranza impiegata in cantiere e a terzi;
b)       la disciplina della maestranza di cantiere;
c)        la realizzazione delle opere previste nel progetto e degli ordini impartiti dal direttore dei lavori, in conformità alle pattuizioni contrattuali. Indipendentemente da quanto disposto ai capi precedenti, ed a loro integrazione e maggior chiarimento, competono all'appaltatore, in quanto tale, i seguenti obblighi e relativi oneri e spese:
1)       eseguire regolarmente tutti i lavori in conformità al progetto ed ai particolari esecutivi e richiedere al direttore dei lavori tempestive disposizioni per le particolarità che eventualmente non risultino da disegni, dalla descrizione delle opere o comunque dai documenti contrattuali;
2)       tenere a disposizione del direttore dei lavori i disegni, le tavole ed i casellari di ordinazione per gli opportuni raffronti e controlli, con divieto di darne visione ad estranei e con formale impegno di astenersi dal riprodurre o contraffare i disegni ed i modelli avuti in consegna dal direttore dei lavori;
3)       segnalare al direttore dei lavori l'eventuale personale tecnico alle sue dipendenze, destinato a coadiuvarlo e sostituirlo;
4)       applicare ai lavoratori dipendenti le condizioni normative e retributive risultanti dai contratti collettivi di lavoro vigenti nelle località e nei tempi in cui si svolgono i lavori;
5)       osservare le norme e prescrizioni dei contratti collettivi, delle leggi e dei regolamenti sulla tutela, protezione, assicurazione ed assistenza dei lavoratori;
6)       predisporre le attrezzature e i mezzi d'opera normalmente occorrenti per la esecuzione dei lavori ad esso affidati, nonché gli strumenti necessari per tracciamenti, rilievi, misurazioni e controlli dei lavori stessi;
7)       provvedere ai tracciamenti con proprio personale previa consegna e verifica, con il direttore dei lavori, dei punti fissi planimetrici ed altimetrici;
8)       predisporre le opere provvisionali comunemente occorrenti per la costruzione, quali ponteggi, steccati, baracche per il deposito dei materiali ed un locale per la direzione dei lavori, se da questa richiesto;
9)       provvedere al conseguimento dei permessi di scarico, per l'occupazione del suolo pubblico, per le cesate, per l'illuminazione notturna delle stesse e relativi oneri e depositi;
10)    provvedere agli allacciamenti provvisori per i servizi di acqua, energia elettrica, gas, telefono e fognature per il cantiere, in quanto necessari quando non si possa far luogo agli allacciamenti definitivi;
11)    provvedere allo scarico ed al trasporto a deposito nell'ambito del cantiere di tutti i materiali eventualmente approvvigionati dal committente e dai suoi fornitori. Tale scarico è a totale cura e spesa dell'appaltatore solo quando si riferisce a materiali ed a forniture per le quali gli competono la posa o l'assistenza alla posa in opera, valutate in base ai prezzi di elenco. Nel caso che i materiali dovessero pervenire oltre l'orario nor­male di lavoro, l'appaltatore dovrà essere informato tempestivamente perché possa predisporre, se possibile, il personale al quale competeranno le maggiorazioni per lavoro in turno straordinario, la cui maggiore spesa è posta a carico dell’appaltatore stesso.
12)    provvedere alla sorveglianza del cantiere, alla protezione, alla pulizia e all’integrità delle parti (muri, pavimenti, giardini, infissi, ecc.) non interessate dai lavori, allo sgombero - a lavori ultimati - delle attrezzature, dei materiali residuati e di quant'altro non utilizzato dall'appaltatore nella esecuzione delle opere;
13)    provvedere agli adempimenti di legge in materia di prevenzione infortuni, attuando le relative misure di sicurezza;
14)    provvedere alla copertura assicurativa totale del cantiere, di responsabilità civile verso terzi, cose e dipendenti.
15)    ottemperare agli obblighi del decreto legislativo 81/08.

Articolo XVI.     Obblighi ed oneri del committente

Competono al committente:
a)        la stesura del contratto d'appalto e degli allegati;
b)       la dotazione delle utenze definitive di energia elettrica, acqua, gas, telefono e fognatura;
c)        gli oneri riguardanti le competenze professionali del direttore dei lavori.

Articolo XVII.  Consegna dei lavori

La consegna dei lavori deve avvenire non oltre tre giorni dalla data della stipulazione del contratto. Il committente anche tramite il Direttore dei Lavori dovrà notificare all'appaltatore, a mezzo di lettera raccomandata o e-mail certificata, il giorno, l'ora il luogo fissati entro il termine sopra previsto, per la consegna delle aree necessarie per dare inizio ai lavori. Qualora l'appaltatore non si presenti nel giorno e luogo stabiliti gli viene assegnato un termine perentorio, trascorso inutilmente il quale il committente ha diritto alla risoluzione del contratto e al risarcimento del danno..

Articolo XVIII.                      Prove e verifiche nel corso dell'esecuzione

Durante l'esecuzione, il direttore dei lavori procederà al controllo delle misure ed effettuerà i normali accer­tamenti tecnici, rimanendo a carico dell'appaltatore i mezzi occorrenti, le prestazioni di mano d'opera e le spese per gli anzidetti normali accertamenti. Il direttore dei lavori segnalerà tempestivamente all'appaltatore le eventuali opere che non ritenesse eseguite a regola d'arte ed in conformità alle prescrizioni contrattuali; l'appaltatore provvederà a perfezionare ed a rifare a sue spese tali opere, salvo formulare riserva ove non ritenesse giustificate le osservazioni del direttore dei lavori. Qualora l'appaltatore non intenda ottemperare alle disposizioni ricevute, il committente avrà facoltà di provvedervi direttamente o a mezzo di terzi. In ogni caso, prima di dare corso ai perfezionamenti o rifacimenti richiesti, dovranno essere predisposte, in contraddittorio fra le parti, le necessarie misurazioni o prove. Qualora nella costruzione si verifichino assestamenti, lesioni od altri inconvenienti, l'appaltatore deve pre­starsi agli accertamenti sperimentali necessari per riconoscere se egli abbia in qualche modo trasgredito alle leggi vigenti o alle abituali buone regole di lavoro.

Articolo XIX.     Accesso al cantiere

I tempi per l’accesso al cantiere saranno concordate con il committente. Nel caso che i lavori debbano essere parzialmente o totalmente sospesi per cause dipendenti direttamente o indirettamente dal committente, l'appaltatore non ha diritto né a chiedere la risoluzione del contratto né al risarcimento dei danni. Allo stesso tempo, il termine di ultimazione si intende differito di intesa con la Direzione Lavori.

Articolo XX.        Sospensione imputabile all'appaltatore

Nel caso che l'appaltatore sospenda senza giustificato motivo i lavori o li rallenti in modo tale da pregiudicare la realizzazione dell'opera come prevista dal programma dei lavori, il committente ha diritto di dichiarare la risoluzione del contratto con facoltà di far proseguire i lavori da altre imprese, salvo ogni ragione di danno.

Articolo XXI.     Oggetto del collaudo

L'appaltatore deve ultimare i lavori nel termine di cui ai precedenti articoli. L'ultimazione dei lavori appena avvenuta, deve essere dall'appaltatore comunicata per iscritto al direttore dei lavori il quale, in contraddittorio dell'appaltatore, inizierà, entro 10 giorni dalla richiesta dell'impresa, le operazioni di collaudo.
Il collaudo ha lo scopo di accertare:
1)       se l'opera fu eseguita a regola d'arte e secondo le prescrizioni tecniche prestabilite;
2)       se fu eseguita in conformità del contratto e delle varianti regolarmente ordinate;
3)       se i dati risultanti dai conti e dai documenti giustificativi corrispondono tra loro e con le risultanze di fatto, non solo per dimensioni, forme e quantità, ma anche per qualità dei materiali e delle provviste.

Articolo XXII.  Pagamento a saldo

Non oltre 30 giorni dalla data di conclusione delle operazioni di collaudo avente esito positivo, si procederà al pagamento del saldo contrattuale (50%). In caso di disaccordo sulle risultanze del collaudo, l'appaltatore ha diritto al pagamento, in via provvisoria, della quota parte del saldo riconosciutagli dal direttore dei lavori.

Articolo XXIII.                      Vizi dell'opera

Qualora dalle visite e dagli accertamenti effettuati in sede di collaudo emergessero difetti di esecuzione imputabili all'appaltatore e tali da rendere necessari lavori di riparazione o completamento, l'appaltatore stesso è tenuto ad eseguirli entro il termine prescritto dal Direttore dei Lavori. Le operazioni di collaudo, in questo caso, sono prorogate fino alla conclusione dei lavori di riparazione o completamento richiesti.  

Articolo XXIV.                       Responsabilità per vizi di progetto fornito dal committente

L 'appaltatore è responsabile dell'esecuzione dell'opera a regola d'arte e secondo il progetto ai sensi e per gli effetti degli artt. 1667, 1668 e 1669 c.c.. Rimane comunque ferma la responsabilità dell'appaltatore per reati che siano derivati dall'esecuzione del progetto viziato ovvero dall'esecuzione secondo istruzioni errate, ovvero la responsabilità civile per danni arrecati a terzi nella esecuzione. In rapporto a tali responsabilità, l'appaltatore ha il diritto dovere di rifiutare di eseguire il progetto viziato e tener fermo il rifiuto anche nel caso di ordine o consenso scritto del commit­tente.

Articolo XXV.   Rinvio

Per quanto non esplicitamente disposto nel presente capitolato si applicano le norme del Codice civile.




Luogo e data                                                                                                                                         firma Committente

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firma Impresa

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domenica 16 marzo 2014

posa di guaina ardesiata per impermeabilizzazione delle terrazze - norme uni di riferimento



La posa delle impermeabilizzazione mediante guaina ardesiata è regolata dalla norma EN 13707 “impermeabilizzazione di coperture".
 guaina ardesiata



I lavori di impermeabilizzazione con guaine devono essere eseguiti su supporti asciutti, puliti ed esenti da polveri. Deve essere evitata la posa in caso di pioggia, neve, nebbia intensa e comunque quando la temperatura esterna è inferiore a 5° C in quanto queste condizioni ambientali possono interferire nell’adesione della membrana ai supporti da impermeabilizzare (formazione di rigonfiamenti, bolle, ecc.). Analogamente nella stagione estiva, sarebbe opportuno evitare la posa durante le ore dove l’insolazione è maggiore.



La  posa in “Totale Aderenza” di una membrana in bitume modificato rappresenta la tecnica di posa che rende la membrana impermeabilizzante aderente al supporto per la totalità della sua superficie tramite il totale incollaggio a caldo con l’utilizzo di fiamma generata da bruciatore a gas propano.

Questa tecnica di posa si utilizza senza fissaggio meccanico su supporti con mobilità limitata e fino a pendenze del 40% su coperture senza isolamento termico e fino a pendenze del 20 % per coperture con isolamento termico.

In tutte le configurazioni di posa (mono e doppio strato) i fogli devono essere posati sul supporto in modo da rispettare i seguenti accorgimenti:

-         con coperture aventi pendenze sub-orizzontali (fino al 5 %) o leggermente inclinate (≤ al 10 %), la direzione di posa dei teli può essere tenuta sia trasversale che longitudinale alla pendenza P, comunque preferibilmente la stesura dei teli impermeabilizzanti deve sempre iniziare dal punto più basso (in prossimità del bocchettone di scarico) e procedere poi verso l’alto srotolando la membrana lungo il piano di posa in modo da realizzare le sovrapposizioni in contropendenza, a “tegola”;

-         per configurazioni a doppio strato il secondo strato (strato superiore) dovrà essere posizionato longitudinalmente rispetto al primo strato, con sfasamento delle sormonte tra il primo e il secondo strato e con larghezza dello sfasamento più ampia della larghezza della sormonta.

-         i teli devono essere sfalsati in direzione longitudinale o a scalare, in modo da evitare che le linee di congiunzione delle teste dei teli risultino parallele tra di loro (creando così un’unica linea giuntata pari a tutta la larghezza della copertura da impermeabilizzare);

-         i teli devono essere posizionati in modo da avere una sovrapposizione laterale di almeno 10 cm e di testa di almeno 15 cm;

-         gli angoli sono tagliati a 45° sulla testa della membrana e per tutta la larghezza della sovrapposizione di testa, allo scopo di ottenere un sormonto perfettamente chiuso, con tenuta anche in caso di movimento;

-         i sormonti di testa della membrana con autoprotezione minerale devono essere eseguiti riscaldando con attenzione la superficie autoprotetta interessata alla sovrapposizione fino al completo inglobamento dell’ardesia nella mescola per permettere un’adeguata adesione tra i fogli;

-         i rotoli di membrana devono essere preventivamente stesi sul piano di posa per controllarne l’opportuna sormonta tra fogli adiacenti e il corretto parallelismo tra telo e telo. Successivamente, per la posa definitiva, le membrane vanno riavvolte verso il centro per la metà della loro lunghezza partendo dalle testate opposte. Nel caso di posa a fiamma la stessa va rivolta inizialmente davanti al rotolo e poi sulla linea di tangenza tra rotolo e piano, provvedendo contemporaneamente all’avanzamento della membrana.



Per la realizzazione di una “copertura continua” impermeabile all’aria ed all’acqua, è indispensabile un’esecuzione ottimale della posa dei teli nelle zone di sovrapposizione (sormonte). Essa è realizzata mediante apporto di fiamma (sfiammatura) attraverso un bruciatore alimentato con gas propano. Per una corretta posa è fondamentale applicare un’adeguata pressione ai teli.

I risvolti verticali sono sempre realizzati in totale aderenza. Per evitare tensioni anomale nella membrana è consigliabile che gli angoli tra il piano orizzontale e quello verticale siano raccordati con la formazione di una “guscia” in cemento o prefabbricata, di sezione circolare o triangolare e di idoneo materiale (legno, lana di roccia).

Nel caso si scelga la posa senza “guscia” di raccordo, oltre alle prescrizioni descritte è consigliabile l’aggiunta di un’ulteriore striscia di raccordo per rafforzare la zona e creare le condizioni di una maggiore modellabilità delle membrane costituenti il risvolto.

La quota dei risvolti verticali deve essere adeguata alla destinazione d’uso della copertura e comunque dovrà prevedere un’altezza sempre superiore al piano finito della pavimentazione con altezze variabili a seconda delle finiture superficiali, comunque mai inferiori alle quote minime descritte sul codice di pratica. Fino a questa quota tra l’altro il risvolto dovrà rimanere sempre in doppio strato, anche in caso di finitura monostrato della copertura, e il completamento oltre a questi punti si potrà proseguire con foglio monostrato.

In qualsiasi caso i risvolti verticali non devono mai essere realizzati direttamente con i teli provenienti dal piano con soluzione di continuità fino alla sommità dello stesso. I verticali dovranno essere sempre realizzati separatamene, con porzioni di telo tagliate in senso trasversale alla lunghezza del telo con sezioni che possono variare da 100 a 250 cm a seconda del numero degli operatori che eseguiranno il dettaglio.

Come ulteriore prescrizione obbligatoria, dovrà essere sempre prevista un’opera di lattoneria (o opportuni alloggiamenti murali) a coronamento di qualsiasi tipo di finitura verticale. Mai il risvolto a tenuta dovrà essere deputato alla totale adesione della membrana sul supporto, privo di un elemento di finitura.






Nella realizzazione dei canali di gronda o nelle terminazioni, la membrana impermeabile dovrà rivestire interamente il canale di gronda e la testa del telo impermeabile deve essere protetto tramite una scossalina metallica. Per le grondaie, la membrana impermeabile deve essere risvoltata all’interno della parte superiore della grondaia ancorata alla falda del tetto, in modo da favorire l’immediato deflusso dell’acqua piovana.

giovedì 7 novembre 2013

NUOVA IMPERMEABILIZZAZIONE DI UNA COPERTURA O DI UNA TERRAZZA MEDIANTE POSA A SECCO


  • manutenzione più facile 
  • reversibilità dell'intervento
  • maggiore durabilità dell'intervento





I. Premessa
Descrizione dell'immobile e ubicazione.

II. Analisi del degrado e esigenze della committenza
La struttura è caratterizzata da elementi portanti in c.a. articolati in pilastri e travi.
I solai sono del tipo latero-cementizio e la copertura è costituita da soletta in c.a., guaina, massetto cementizio e finitura finale in ceramica.
I terminali sono in marmo, mentre i parapetti sono in calcestruzzo. I terminali sono puntualmente interrotti dall’innesto delle ringhiere in ferro, mentre i parapetti sono rifiniti con una finitura acrilica.

Al fine di rimuovere prioritariamente le cause che hanno determinato e determinano tuttora i fenomeni di degrado denunciati è necessario intervenire sul piano copertura. Infatti è necessario ipotizzare che lo strato di guaina impermeabilizzante posato al tempo della costruzione del manufatto conosca numerose soluzioni di continuità di difficile individuazione.
Inoltre, non appaiono sufficienti né le pendenze della copertura, né i punti di raccolta e smaltimento delle acque piovane.
In corrispondenza del perimetro, i terminali in marmo, non dotati di idoneo gocciolatoio, hanno determinato il degrado delle murature verticali in calcestruzzo sottostanti determinando l’esfolizione dello strato di finitura. Essi appaiono inoltre fessurati ed in fase di distacco.
Le ringhiere ed i corrimano, allo stesso tempo, sono gravemente ossidati e necessitano di ripristino.

L’intervento di ripristino necessario dovrà tuttavia rispettare le seguenti esigenze manifestate dalla Committenza:
- pedonabilità della copertura;
- manutenzione ridotta della copertura;
- ridotto carico delle coperture;
- minimizzazione dei costi dell’intervento e di quelli di gestione.

III. Intervento proposto – posa a secco
In via prioritaria, occorre rimuovere le parti in cls, dai balconi e dai relativi frontalini, in fase di distacco a mezzo di esame puntuale delle facciate operato con cestello aereo. L’operazione dovrà essere condotta previa inibizione al passaggio pedonale e carrabile delle aree condominiali interessate dall’intervento.
Contestualmente si dovranno rimuovere tutti i terminali in marmo in corrispondenza del piano copertura

1.      Noleggio cestello aereo                                                                          
giorni ....

2.      Esame delle facciate e rimozione parti in calcestruzzo ammalorate in fase di distacco (si ipotizza la rimozione del 10% delle parti in calcestruzzo)                                     
ml ... ca.

3.      Rimozione terminali in marmo del piano copertura              
ml ... ca.

Il ripristino delle parti in cls e la contestuale tinteggiatura delle superfici in cls avverrà secondo diverso capitolato tecnico.

IMPERMEABILIZZAZIONE
Al fine di rimuovere le cause del degrado negli ambienti interni sottostanti il piano copertura e rispettare al contempo le esigenze manifestate dalla Committenza si propone il seguente intervento.


Si ipotizza che la rimozione dei terminali in marmo sia avvenuta in precedenza.

4.  Preparazione e pulizia del supporto perimetrale in calcestruzzo (largh. 20 cm.), sede dei terminali rimossi, mediante rimozione del materiale incoerente e friabile
                                                                                                              ml ....

5.   Impermeabilizzazione del supporto perimetrale e della fascia verticale sottostante (15 cm.) mediante applicazione di un prodotto che dovrò avere le seguenti caratteristiche tecniche:
  •          Tempo di attesa per la posa del rivestimento: 3-4 ore
  •         Asciugamento completo di 1 mm: 12 ore
  •          Adesione iniziale EN 14891- A.6.2 (N/mm2): > 0,5
  •         Crack bridging: >0,75 mm.

(Caratteristiche equivalenti a Mapelastic Aquadefense® della Mapei S.p.A. Le modalità di applicazione sono indicate nelle specifiche schede tecniche)[1]. In alternativa, è possibile utilizzare Mapelastic® della Mapei S.p.A. (Le modalità di applicazione sono indicate nelle specifiche schede tecniche)[2].
                                                                                                               ml ....

6.    Preparazione del piano di copertura: l’elemento portante di supporto (pavimentazione ceramica) dovrà essere reso liscio, pulito, asciutto, con angoli e spigoli regolari mediante pulizia iniziale. Inoltre, si dovrà verificare la pendenza del piano. Nel caso questa non sia almeno del 1% si dovrà intervenire puntualmente realizzando piani opportunamente inclinati mediante rasatura cementizia per spessori da 1 a 20 mm. avente le seguenti caratteristiche:

  •          Tempo di lavorabilità: 15 minuti.
  •          Spessore di applicazione: da 1 a 20 mm.
  •          Pedonabilità: ca. 2 ore.
  •          Tempo di attesa prima della posa: 4-6 ore per ceramica e pietre naturali.
  •          Colore: grigio.
  •          EMICODE: EC1 R Plus - a bassissima emissione.
  •          Immagazzinaggio: 12 mesi.
  •          Applicazione: spatola metallica.
  •          Consumo: 1,6 kg/m² - per mm di spessore.
  •          Confezioni: sacchi da 25 kg.

-(Caratteristiche equivalenti a Nivorapid® della Mapei S.p.A. Le modalità di applicazione sono indicate nelle specifiche schede tecniche).
Si ipotizza di dover regolarizzare e conferire la dovuta pendenza al 10% delle superfici interessate.
                                                                                                               mq ...


7.      Posa Strato di Compensazione: Fornitura e posa di strato di compensazione realizzato con tessuto non tessuto di polipropilene 100% isotattico, ottenuto mediante coesionamento meccanico per agugliatura, stabilizzato termicamente con esclusione di colle, termocoesionato, modello SARNAFELT PP del peso di 400 g/m2. Imputrescibile, resistente ai microrganismi ed ai roditori avente le seguenti caratteristiche:
  •          Colore: multicolore;
  •          Lunghezza: 50,00 m;
  •          Larghezza: 2,00 m;
  •          Spessore (con carico 2 kPa): 2,6 mm (- 20 %), secondo norma EN ISO 9863;
  •          Massa areica: 400 g/m2, secondo norma EN ISO 9864;
  •          Permeabilità normale al piano, VlH50: 65 mm/s (- 30 %), secondo norma EN ISO 11058;
  •          Apertura caratteristica O90: < 100 m, secondo norma EN ISO 12956;
  •          Resistenza a trazione, longitudinale: 10,0 kN/m (- 20 %), secondo norma EN ISO 10319;
  •          Resistenza a trazione, trasversale: 16,0 kN/m (- 20 %), secondo norma EN ISO 10319;
  •          Allungamento a carico massimo, longitudinale: 95 % (- 30 %), secondo norma EN ISO 10319;
  •          Allungamento a carico massimo, trasversale: 85 % (- 30 %), secondo norma EN ISO 10319;
  •          Resistenza al punzonamento statico (test CBR): 2,2 kN (- 20 %), secondo norma EN ISO 12236;
  •          Perforazione dinamica cone drop test: 15,0 mm (+ 20 %), secondo norma EN ISO 13433;
  •          Previsione di durabilità: Minima di 25 anni in terreni naturali con PH tra 4 e 9 ed una temperatura del suolo minore di 25°C, secondo norma ENV ISO 13438;
  •          Produzione con sistema di qualità certificato secondo norma  ISO 9001 e ISO 14001;
  •   Certificazione CE secondo norme EN 13249/ 13250/ 13251/ 13253/ 13254/ 13255/13256/13257/13265.
  •          Posa a secco con sovrapposizione dei teli di 10 cm.

Lo strato dovrà essere risvoltato lungo la parete verticale in corrispondenza delle ringhiere per almeno 15 cm.
                                                                                                            mq ....

 8.      Posa Strato di Impermeabilizzazione: Fornitura e posa in opera di manto impermeabile sintetico realizzato in “lega” di poliolefine flessibili (FPO) di elevata qualità, con armatura in velo vetro, monostrato non prelaminato, resistente ai raggi UV, modello SARNAFIL TG 66-15 spessore 1,5 mm, ottenuto in monostrato mediante procedimento di spalmatura diretta per estrusione in unico passaggio sulle due facce dell’armatura avente le seguenti caratteristiche:
  •                    Superficie: liscia;
  •          Colore faccia superiore: beige;
  •          Colore faccia inferiore: nero;
  •          Difetti visibili: Conforme, secondo norma EN 1850-2;
  •          Lunghezza: 20 (-0 / +5%) m, secondo norma EN 1848-2;
  •          Larghezza: 2 (-0,5 / +1%) m, secondo norma EN 1848-2;
  •          Rettilineità: ≤ 30 mm, secondo norma EN 1848-2;
  •          Planarità: ≤ 10 mm, secondo norma EN 1848-2;
  •          Spessore: 1,50 (-5 / +10%) mm, secondo norma EN 1849-2;
  •          Massa areica: 1,50 (-5 / +10%) kg/m2, secondo norma EN 1849-2;
  •          Tenuta all’acqua, impermeabilità: Conforme, secondo norma EN 1928;
  •          Esposizione agli agenti chimici liquidi, acqua inclusa: Su richiesta, secondo norma EN 1847;
  •          Reazione al fuoco: Classe E, secondo norma EN ISO 11925-2, classificazione dopo EN 13501-1;
  •          Resistenza al taglio delle giunzioni (saldature): ≥ 500 N/50 mm, secondo norma EN 12317-2;
  •          Proprietà di trasmissione del vapore d’acqua: mu = 150.000, secondo norma EN 1931;
  •          Carico di rottura longitudinale: ≥ 9 N/mm2, secondo norma EN 12311-2;
  •          Carico di rottura trasversale: ≥ 7 N/mm2, secondo norma EN 12311-2;
  •          Allungamento a rottura longitudinale: ≥ 550%, secondo norma EN 12311-2;
  •          Allungamento a rottura trasversale: ≥ 550%, secondo norma EN 12311-2;
  •          Resistenza all’urto (supporto rigido): ≥ 800 mm, secondo norma EN 12691;
  •          Resistenza all’urto (supporto morbido): ≥ 1.000 mm, secondo norma EN 12691;
  •          Resistenza al carico statico (supporto morbido): ≥ 20 kg, secondo norma EN 12730;
  •          Resistenza al carico statico (supporto rigido): ≥ 20 kg, secondo norma EN 12730;
  •          Resistenza alla penetrazione delle radici: Conforme, secondo norma EN 13948;
  •          Stabilità dimensionale (longitudinale): ≤ ½0,2½ %, secondo norma EN 1107-2;
  •          Stabilità dimensionale (trasversale): ≤ ½0,1½ %, secondo norma EN 1107-2;
  •          Flessibilità a freddo: ≤ -30 °C, secondo norma EN 495-5;
  •       Invecchiamento artificiale, tramite esposizione combinata di lunga durata alle radiazioni UV, alla temperatura elevata e all’acqua: Conforme, secondo norma EN 1297 (> 5.000 h);
  •          Esposizione al bitume: Conforme, secondo norma EN 1548;
  •          Produzione con sistema di qualità certificato secondo norma  ISO 9001 e ISO 14001;
  •          Certificazione CE secondo norma EN 13956, soddisfa i requisiti della norma SIA V 280.
  •           Avente elevata stabilità chimica, ampio spettro di resistenza alle sostanze di percolamento, avanzato profilo ecologico. Esente da composti alogenati, plastificanti , bitumi e metalli pesanti.
  •          Posa a secco con sovrapposizione dei teli di 8 cm.
  •          Saldatura per termo-fusione dei sormonti mediante apporto di aria calda con sistemi Sika-Sarnafil manuali ed automatici, previa preparazione/pulizia con Sarnafil T PREP.

Lo strato dovrà essere risvoltato lungo la parete verticale in corrispondenza delle ringhiere per almeno 15 cm.Tutte le saldature manuali dovranno essere realizzate in tre fasi:
  •          puntatura dei teli
  •          presaldatura con formazione di sacca interna
  •          saldatura finale a tenuta ermetica.

                                                                                                            mq ...

9.   Strato di protezione: Fornitura e posa in opera di strato di protezione realizzato con tessuto non tessuto di polipropilene 100% isotattico, ottenuto mediante coesionamento meccanico per agugliatura, stabilizzato termicamente con esclusione di colle, termocoesionato, modello SARNAFELT PP del peso di 300 g/m2. Imputrescibile, resistente ai microrganismi ed ai roditori avente le seguenti caratteristiche:
  •          Colore: multicolore;
  •          Lunghezza: 50,00 m;
  •          Larghezza: 2,00 m;
  •          Spessore (con carico 2 kPa): 2,2 mm (- 20 %), secondo norma EN ISO 9863;
  •          Massa areica: 300 g/m2, secondo norma EN ISO 9864;
  •          Permeabilità normale al piano, VlH50: 85 mm/s (- 30 %), secondo norma EN ISO 11058;
  •          Apertura caratteristica O90: < 120 m, secondo norma EN ISO 12956;
  •          Resistenza a trazione, longitudinale: 6,5 kN/m (- 20 %), secondo norma EN ISO 10319;
  •          Resistenza a trazione, trasversale: 10,0 kN/m (- 20 %), secondo norma EN ISO 10319;
  •          Allungamento a carico massimo, longitudinale: 85 % (- 30 %), secondo norma EN ISO 10319;
  •          Allungamento a carico massimo, trasversale: 85 % (- 30 %), secondo norma EN ISO 10319;
  •          Resistenza al punzonamento statico (test CBR): 1,5 kN (- 20 %), secondo norma EN ISO 12236;
  •          Perforazione dinamica cone drop test: 19,0 mm (+ 20 %), secondo norma EN ISO 13433;
  •          Previsione di durabilità: Minima di 25 anni in terreni naturali con PH tra 4 e 9 ed una temperatura del suolo minore di 25°C, secondo norma ENV ISO 13438;
  •          Produzione con sistema di qualità certificato secondo norma  ISO 9001 e ISO 14001;
  •   Certificazione CE secondo norme EN 13249/ 13250/ 13251/ 13253/ 13254/ 13255/13256/13257/13265.
  •          Posa a secco con sovrapposizione dei teli di 10 cm.

Lo strato dovrà essere risvoltato lungo la parete verticale in corrispondenza delle ringhiere per almeno 15 cm.
                                                                                                                 mq ...

10. Fissaggio Meccanico Perimetrale: Fornitura e posa in opera di fissaggio meccanico lineare da posizionare lungo i perimetri e nelle zone di raccordo tra piano e verticale, conformemente a quanto raccomandato nella specifica norma per tetti piani SIA 271, formato da:
- profili di fissaggio meccanico preforati, realizzati in acciaio al carbonio zincato sendzimir, spessore 2,0 mm, larghezza 30 mm, tipo SARNABAR.
I profili hanno specifica sezione che assicura elevata resistenza meccanica;
 - elementi di fissaggio idonei alla tipologia di supporto/struttura presente lungo i perimetri, minimo 4 pz/m (salvo verifica ed approvazione da parte di Sika- Sarnafil);
- cordolo di contrasto antistrappo Ø 4 mm da posizionare mediante termo- fusione in adiacenza al profilo Sarnabar.
                                                                                
Questo fissaggio meccanico dovrà essere realizzato per evitare trascinamenti del manto impermeabile posato a secco, dovuti a deformazioni del supporto, movimento dell’isolante termico o di altri materiali sottostanti, in conformità con le raccomandazioni della norma SIA 271.

Particolare attenzione dovrà essere posta nel fissaggio in corrispondenza delle ringhiere data la presenza di capobastone. Il fissaggio dovrà avvenire nella parte verticale e dovrà essere tale da consentire un rapido e corretto smaltimento delle acque di percolazione.
                                                                                                          ml ...

11. Pulizia meccanica ringhiere in ferro mediante sabbiatura, al fine di rimuovere sia il vecchio rivestimento che gli ossidi del ferro (sabbiatura con finitura almeno del tipo Sa 2,5).
                                                                                              mq ...

12. Dopo la preparazione superficiale, si dovrà effettuare il ciclo di verniciatura:
- 2 mani di primer a base di PVC modificato alchidico con cromato di zinco (80-100 μm) contente contenente sostanze (pigmenti) passivanti (ossidi di piombo, cromati, fosfati e meta borati), avere un’ottima adesione al substrato metallico e consentire un buon ancoraggio con lo strato di vernice successivo (seconda mano);
- 2 mani intermedie di vernice a base di PVC modificato alchidico pigmentato con ossido di ferro micaceo (120 μm);
- 1 mano finale di PVC alchidico pigmentato con il colore desiderato (30 μm).
                                                                                                 mq ....

13. Quadrotti Su Supporti Strato Pedonabile: Fornitura e posa in opera di pavimentazione galleggiante realizzata con quadrotti di cemento con superficie in ghiaino lavato, modello rinforzato con tondino in diagonale.
Formato quadrotto: 50 x 50 cm, 40 x 40 cm e posa a secco su specifici supporti sintetici, previa eventuale interposizione di strato di separazione.
Si precisa che le quadrotte in cemento potranno essere eventualmente sostituite con altre finiture (ceramica, materiale sintetici, legno, ecc.).
                                                                                                mq ....

PAVIMENTAZIONE ESTERNA DRENANTE ED ECOLOGICA

PAVIMENTAZIONE ESTERNA DRENANTE ED ECOLOGICA
Una pavimentazione drenante consente di evitare la polverizzazione del terreno sottostante la pavimentazione esterna. Si differenzia per questo dalle tipiche pavimentazione esterne realizzate su massicciate in calcestruzzo. La pavimentazione drenante è un intervento reversibile ed ecologico.



1. Preparazione del suolo mediante asportazione del materiale instabile (50 cm) e costipamento leggero dello strato superficiale al fine di resistere alle sollecitazioni superiori secondo le operazioni descritte dalla norma UNI 10006. Dovranno essere rimossi rifiuti, macerie, vegetali, corpi estranei.

2. Posa del Composito filtrante, drenante e protettivo costituito da due strutture distinte e solidali accoppiate per termosaldatura:
- una rete protettiva e drenante estrusa in polietilene ad alta densità (HDPE), ad elevata resistenza a compressione, caratterizzata da:
- un geotessile non tessuto filtrante in polipropilene (PP).
Il composito dovrà garantire totale inerzia chimica, imputrescibilità, inattaccabilità da parte di microrganismi, insensibilità agli agenti atmosferici ed all’acqua salmastra, stabilità ai raggi U.V.
RETE CUSPIDATA DRENANTE PROTETTIVA
- peso unitario (ISO 9864) g/m2 1.200
GEOTESSILE NON TESSUTO FILTRANTE
- massa areica (ISO 9864) g/m2 180
- spessore (ISO 964-1) mm 1,13
- resistenza a trazione MD(1) (ISO 10319) kN/m 9,25 resistenza a trazione TD(2) (ISO 10319) kN/m 9,77
- allungamento a trazione MD (ISO 10319) % 60
- allungamento a trazione TD (ISO 10319) % 60
- resistenza al punzonamento (ISO 12236) N 1.594
- diametro efficace dei pori (ISO 12956) mm 0,03
- permeabilità normale al piano (ISO 11058) mm/s 55
- permeabilità orizzontale al piano a 2kPa (UNI 8279/13)m/s 2.09 x10-4
(Caratteristiche Tecniche Equivalenti A Tenax Dr1)

3. Preparazione del supporto (50 cm) mediante materiale granulare secondo la norma UNI 8381_1982. Composizione del supporto:
- frazione grossa (90%): granulometria min 4 mm - max 70 mm.
- frazione fine (10%): granulometria min 0,075 mm - max 4 mm.
Il materiale deve risultare del tutto esente da componenti instabili (gelive, tenere, solubili, etc.) e da resti vegetali; è ammesso l'impiego di materiali frantumati ovvero riciclati. I materiali riciclati debbono appartenere prevalentemente alle tipologie 7.1., 7.2., 7.11 e 7.17 del D.M. 05/02/98, n.72. Non sono ammessi materiali contenenti amianto e/o sostanze pericolose e nocive o con significativi contenuti di gesso.
Il costipamento mediante rullatura leggera avverrà ogni 25 cm umidificando lo strato sottostante secondo le operazioni descritte dalla norma UNI 10006. Gli strati dovranno essere posati assicurando una pendenza superiore non inferiore al 2%.

4. Posa del Composito filtrante, drenante e protettivo costituito da due strutture distinte e solidali accoppiate per termosaldatura:
- una rete protettiva e drenante estrusa in polietilene ad alta densità (HDPE), ad elevata resistenza a compressione, caratterizzata da:
- un geotessile non tessuto filtrante in polipropilene (PP).
Il composito dovrà garantire totale inerzia chimica, imputrescibilità, inattaccabilità da parte di microrganismi, insensibilità agli agenti atmosferici ed all’acqua salmastra, stabilità ai raggi U.V.
RETE CUSPIDATA DRENANTE PROTETTIVA
- peso unitario (ISO 9864) g/m2 1.200
GEOTESSILE NON TESSUTO FILTRANTE
- massa areica (ISO 9864) g/m2 180
- spessore (ISO 964-1) mm 1,13
- resistenza a trazione MD(1) (ISO 10319) kN/m 9,25 resistenza a trazione TD(2) (ISO 10319) kN/m 9,77
- allungamento a trazione MD (ISO 10319) % 60
- allungamento a trazione TD (ISO 10319) % 60
- resistenza al punzonamento (ISO 12236) N 1.594
- diametro efficace dei pori (ISO 12956) mm 0,03
- permeabilità normale al piano (ISO 11058) mm/s 55
- permeabilità orizzontale al piano a 2kPa (UNI 8279/13)m/s 2.09 x10-4
(Caratteristiche Tecniche Equivalenti A Tenax Dr1).

5. Posa del Conglomerato cementizio, tipo I. IDRO DRAIN Versione Large, a base di leganti idraulici cementizi, graniglie selezionate e di additivi sintetici in sacchi pre dosati da 25 kg., avente caratteristiche drenanti e traspiranti, con alta percentuale di vuoti, da impastare con sola acqua, da applicare mediante l'utilizzo di mezzi meccanici oppure a mano, nell'idoneo spessore e correttamente compattato, su diversi tipi di sub-strati. Caratteristiche tecniche:
- Diametro Max Aggregato da 6 A 11 mm
- RESISTENZA A COMPRESSIONE* 28gg (UNI EN 12390-3) ≥ 10 Mpa
- Massa Volumica Fresco >1650 Kg/mc
- Percentuale Di Vuoti > 15% < 25%
- Capacità Di Drenaggio (Uni 12697-40) 5,78*10-3 m/s >300 mm/min
- Area Libera Superficiale (Drenante) 25%
- Resistenza A Flessione >1 MPa
- Resa Del Materiale 18 Kg/mq spessore 1cm
Lo spessore non deve essere inferiore a 80 mm e lo strato dovrà essere armato con rete metallica zincata inserita nello spessore del massetto d. 8 mm.
Il massetto ogni 40 mq (in relazione alle bucature esterne) dovrà essere interrotto da giunti di controllo di altezza pari a 1/3 dello spessore del massetto e larghezza 10 mm.

6. Posa del materiale di finitura (pavimentazione spessore 20 mm), nel rispetto dei giunti precedentemente determinati, con Elastorapid della Mapei Spa, adesivo cementizio bicomponente altamente deformabile ad elevate prestazioni, con tempo aperto allungato, a presa ed idratazione rapida e a scivolamento verticale nullo, per piastrelle ceramiche e materiale lapideo (spessore dell’adesivo fino a 10 mm). La conformità di Elastorapid è comprovata dai certificati ITT n° 25070277/Gi (TUM) e n° 25080024/Gi (TUM) emessi dal laboratorio Technische Universität München (Germania). DATI TECNICI:
- Durata dell’impasto: 60-75 minuti.
- Tempo aperto: ≥30 minuti.
- Esecuzione fughe: 3 ore.
- Pedonabilità: ca. 2-3 ore.
- Messa in esercizio: ca. 24 ore. (3 giorni per vasche e piscine).
- Deformabilità secondo EN 12004: S2 - altamente deformabile.
- Colori: grigio e bianco.
- Applicazione: spatola dentata 4, 5, 6 o 10.
- Immagazzinaggio: parte A: 12 mesi; parte B: 24 mesi. Teme il gelo.
- Consumo: 3-8 kg/m².